Blog
Notarify Notizia

UN CODICE QR NON È UN PASSAPORTO DIGITALE DI PRODOTTO: COSA DEVONO PREPARARE NEL 2026 LE AZIENDE CHE VENDONO IN EUROPA

Il Passaporto Digitale di Prodotto sta diventando uno degli elementi fondamentali della nuova economia europea dei prodotti. Il suo obiettivo è rendere le informazioni sui prodotti più accessibili, strutturate e affidabili lungo l’intera catena del valore: dai produttori e fornitori fino alle autorità, ai riparatori, ai riciclatori e ai consumatori.
Eppure, il dibattito sul Passaporto Digitale di Prodotto, o DPP — Digital Product Passport, viene spesso eccessivamente semplificato.
Alcune aziende ricevono il messaggio che ogni prodotto venduto in Europa dovrà immediatamente avere un passaporto digitale. Altre ritengono che sia sufficiente applicare un codice QR al prodotto. Molte stanno ancora aspettando le scadenze definitive prima di iniziare a organizzare i propri dati di prodotto.
Tutti e tre questi approcci ignorano il punto centrale.
L’Unione europea ha già stabilito il quadro normativo per il Passaporto Digitale di Prodotto attraverso il Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili — ESPR, Regolamento (UE) 2024/1781. Gli obblighi specifici per le diverse categorie di prodotto saranno introdotti progressivamente, ma la direzione è già chiara: le aziende che immettono prodotti sul mercato europeo dovranno sempre più essere in grado di fornire informazioni strutturate, accessibili e affidabili sui propri prodotti.
Per le imprese, quindi, il 2026 non è l’anno in cui aspettare. È l’anno in cui prepararsi.

Il Passaporto Digitale di Prodotto fa già parte della normativa europea

L’ESPR è entrato in vigore il 18 luglio 2024. Il Regolamento istituisce un quadro per la definizione di requisiti di progettazione ecocompatibile applicabili ai prodotti immessi sul mercato dell’Unione europea e introduce il Passaporto Digitale di Prodotto come uno dei principali strumenti per rendere disponibili digitalmente le informazioni sui prodotti.
Questo non significa che ogni prodotto venduto in Europa debba già disporre oggi di un Passaporto Digitale di Prodotto. L’ESPR è un regolamento quadro: gli obblighi dettagliati per specifiche categorie di prodotto saranno introdotti tramite atti delegati adottati dalla Commissione europea.
Tali requisiti potranno specificare, tra gli altri elementi:
  • quali informazioni sul prodotto dovranno essere incluse;
  • se il passaporto dovrà essere associato al modello, al lotto o al singolo articolo;
  • quale supporto dati dovrà collegare il prodotto fisico alla sua registrazione digitale;
  • chi potrà accedere a determinate informazioni o aggiornarle;
  • per quanto tempo il passaporto dovrà rimanere disponibile.
Questa distinzione è fondamentale. Il quadro normativo esiste già, ma gli obblighi operativi per la maggior parte delle categorie di prodotto saranno introdotti progressivamente attraverso regole specifiche per ciascun settore.

Un Passaporto Digitale di Prodotto non è semplicemente un codice QR

Un codice QR, un tag NFC o un altro supporto dati possono fornire l’accesso a un passaporto. Ma non costituiscono, da soli, il passaporto.
Un vero Passaporto Digitale di Prodotto richiede un’infrastruttura dati affidabile dietro il punto di accesso fisico. Tale infrastruttura deve essere in grado di organizzare le informazioni sul prodotto, collegare dati provenienti da sistemi e fornitori diversi, gestire i diritti di accesso e mantenere disponibili nel tempo i documenti e le informazioni rilevanti.
A seconda delle norme applicabili alla specifica categoria di prodotto, un passaporto potrà includere informazioni relative a:
  • identità del prodotto e caratteristiche tecniche;
  • materiali e componenti;
  • durabilità, riparabilità e parti di ricambio;
  • contenuto riciclato e riciclabilità;
  • prestazioni ambientali o di sostenibilità;
  • certificazioni e documenti di conformità;
  • istruzioni per il fine vita e il riciclo.
La sfida, quindi, non consiste semplicemente nel mostrare informazioni a un cliente. La vera questione è se l’azienda sia in grado di raccogliere, strutturare, mantenere e dimostrare l’affidabilità delle informazioni sul prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita.
Un codice QR può aprire una pagina. Da solo, non può rendere le informazioni complete, accurate, interoperabili o affidabili.

Cosa accadrà nel 2026

Una delle principali tappe già confermate dall’ESPR è prevista per il 2026.
Entro il 19 luglio 2026, la Commissione europea dovrà istituire un Registro dei Passaporti Digitali di Prodotto. Il Registro conserverà almeno gli identificatori univoci richiesti per i Digital Product Passport e sarà destinato a sostenere il futuro funzionamento del sistema DPP, compresi i controlli da parte delle autorità competenti e delle autorità doganali.
Si tratta di una tappa importante per l’infrastruttura normativa europea. Tuttavia, non deve essere confusa con una scadenza universale di conformità.
La creazione del Registro non significa che ogni prodotto immesso sul mercato europeo dovrà disporre di un Passaporto Digitale di Prodotto a partire da luglio 2026. Gli obblighi specifici continueranno a dipendere dai relativi atti delegati o dalla normativa settoriale applicabile.
Significa, però, che l’architettura europea del DPP sta passando dalla progettazione normativa all’attuazione pratica. Le aziende non possono più considerare la preparazione dei propri dati di prodotto come un tema lontano.

Quali gruppi di prodotti hanno la priorità

Il Piano di lavoro 2025–2030 per la progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili e l’etichettatura energeticadella Commissione europea identifica diversi gruppi di prodotti prioritari per le future misure previste dall’ESPR.
Tra questi rientrano:
  • prodotti tessili e abbigliamento;
  • mobili;
  • materassi;
  • pneumatici;
  • ferro e acciaio;
  • alluminio.
Il Piano di lavoro indica le priorità della Commissione per lo sviluppo di futuri requisiti di prodotto. Non introduce automaticamente obblighi immediati relativi al Passaporto Digitale di Prodotto per tutte le aziende che operano in questi settori.
Per le imprese attive nella moda, nell’arredamento, nella produzione industriale, nella mobilità e nei materiali, tuttavia, la direzione è evidente. Questi settori dovrebbero iniziare a esaminare i propri dati di prodotto, le informazioni ricevute dai fornitori e l’infrastruttura digitale necessaria prima che entrino in applicazione obblighi dettagliati.

Batterie: la prima scadenza confermata per il passaporto digitale

Per le batterie, l’obbligo è già chiaramente definito da una normativa europea distinta.
Ai sensi del Regolamento europeo sulle batterie — Regolamento (UE) 2023/1542, a partire dal 18 febbraio 2027 sarà richiesto un passaporto della batteria per:
  • ciascuna batteria per mezzi di trasporto leggeri, o batteria LMT;
  • ciascuna batteria industriale con capacità superiore a 2 kWh;
  • ciascuna batteria per veicoli elettrici.
Le batterie rappresentano quindi una delle prime categorie di prodotto per cui è già stato confermato direttamente un obbligo di passaporto digitale nel mercato europeo.
Per produttori, importatori e aziende attive nella mobilità, nei sistemi di accumulo energetico o nelle filiere industriali delle batterie, la preparazione non è più un tema teorico. Identificatori di prodotto, informazioni tecniche, documentazione della catena di fornitura e strutture di accesso devono essere valutati prima dell’entrata in applicazione dell’obbligo normativo.

Perché i dati di prodotto stanno diventando un asset strategico

Il Passaporto Digitale di Prodotto viene spesso presentato principalmente come una misura di sostenibilità o di compliance. In realtà, rappresenta anche una sfida di governance dei dati.
Molte aziende possiedono già una parte delle informazioni che potrebbero essere richieste per i futuri passaporti digitali. Il problema è che tali dati sono spesso frammentati:
  • le specifiche tecniche sono conservate in un sistema ERP;
  • le dichiarazioni dei fornitori rimangono archiviate in file o e-mail;
  • le certificazioni vengono gestite separatamente;
  • i dati relativi alla produzione o ai lotti si trovano nei sistemi produttivi;
  • le informazioni su riparazione, rivendita o riciclo potrebbero non essere raccolte in modo coerente.
Un Passaporto Digitale di Prodotto richiede alle aziende di passare da una documentazione dispersa a informazioni strutturate sul prodotto, che possano essere recuperate, aggiornate e condivise con gli attori autorizzati.
Questo aspetto è particolarmente importante per le imprese con catene di fornitura internazionali. Anche i prodotti fabbricati al di fuori dell’Unione europea, ma immessi sul mercato UE, possono essere soggetti ai requisiti europei applicabili. La qualità delle informazioni provenienti dai fornitori diventa quindi direttamente rilevante per l’accesso al mercato e per la preparazione normativa.

La fiducia non può essere aggiunta alla fine

Rendere visibili le informazioni su un prodotto è solo una parte della sfida. Tali informazioni devono anche essere affidabili.
Un’azienda può dichiarare che un prodotto contiene determinati materiali, proviene da uno specifico processo produttivo o soddisfa particolari criteri di sostenibilità. Ma clienti, partner e autorità hanno sempre più bisogno di qualcosa in più delle semplici dichiarazioni: hanno bisogno di informazioni tracciabili, verificabili e protette da modifiche non rilevabili.
Le tecnologie di digital trust possono contribuire a questo obiettivo.
La verifica basata su blockchain, ad esempio, non sostituisce gli obblighi di conformità, gli audit dei fornitori o l’accuratezza dei dati originari. Non può rendere corretta un’informazione errata. Può però supportare la prova di integrità e la marcatura temporale, dimostrando che un determinato documento digitale esisteva in una specifica forma in un determinato momento e che non è stato modificato silenziosamente.
Nel contesto dei Passaporti Digitali di Prodotto, questo approccio può rafforzare l’affidabilità di documenti fondamentali, tra cui certificati, documentazione di prodotto, informazioni sull’origine e aggiornamenti lungo il ciclo di vita.

Perché aspettare l’obbligo definitivo può costare caro

Alcune aziende potrebbero decidere di rimandare qualsiasi attività relativa al DPP fino a quando la propria categoria di prodotto non sarà soggetta a un requisito definitivo. Questa scelta può sembrare prudente, ma dal punto di vista operativo può creare rischi significativi.
Preparare un Passaporto Digitale di Prodotto può richiedere a un’impresa di:
  • individuare quali prodotti siano interessati;
  • localizzare e consolidare le informazioni tecniche;
  • richiedere dati strutturati ai fornitori;
  • definire identificatori di prodotto coerenti;
  • integrare i sistemi aziendali esistenti;
  • distinguere le informazioni pubbliche da quelle riservate;
  • verificare come aggiornare i dati lungo il ciclo di vita del prodotto.
Queste attività possono richiedere tempo, soprattutto per aziende con cataloghi ampi, numerosi fornitori, processi produttivi complessi o attività internazionali.
Un progetto pilota mirato consente di individuare tempestivamente eventuali lacune. Può evidenziare informazioni mancanti da parte dei fornitori, identificatori di prodotto incoerenti, limiti di integrazione o processi documentali da migliorare prima che le scadenze normative diventino urgenti.

Cinque azioni pratiche che le aziende possono avviare oggi

Le aziende non devono fare affermazioni non supportate sulla compliance per iniziare a prepararsi in modo responsabile. Possono partire da azioni concrete che manterranno il proprio valore anche con l’evoluzione dei requisiti futuri.

1. Identificare le linee di prodotto rilevanti

Le imprese dovrebbero verificare se i propri prodotti rientrano nei settori già prioritari secondo il Piano di lavoro ESPR o in normative che prevedono già obblighi specifici di passaporto, come nel caso delle batterie.

2. Mappare le informazioni di prodotto esistenti

Le aziende dovrebbero individuare dove si trovano attualmente le informazioni rilevanti: sistemi interni, schede tecniche, documentazione dei fornitori, certificati, registri qualità, file di sostenibilità o fogli di calcolo.

3. Valutare la preparazione dei fornitori sui dati

Un passaporto di prodotto può dipendere da informazioni fornite da partner esterni. Le imprese dovrebbero verificare se tali fornitori sono in grado di fornire dati affidabili, strutturati e aggiornati con continuità.

4. Determinare il livello di identificazione adeguato

I futuri requisiti del passaporto potranno operare a livello di modello, lotto o singolo articolo. Comprendere in anticipo le implicazioni operative aiuta le aziende a pianificare architettura, costi e processi di tracciabilità.

5. Testare un progetto pilota di Digital Product Passport

Un progetto pilota su una linea di prodotto può aiutare l’azienda a valutare la raccolta dei dati, l’accesso tramite QR o NFC, l’integrazione con i sistemi esistenti, le regole di accesso per gli utenti e i metodi per proteggere l’integrità delle informazioni sul prodotto.

Dalla preparazione normativa al valore competitivo

Il Passaporto Digitale di Prodotto non dovrebbe essere considerato soltanto come un futuro onere di conformità.
Per le aziende che si preparano correttamente, può diventare anche uno strumento di differenziazione sul mercato.
Un passaporto digitale credibile può aiutare un brand a comunicare la provenienza del prodotto, rafforzare le dichiarazioni di autenticità, migliorare i servizi post-vendita e di riparazione, sostenere strategie di circolarità e offrire ai partner commerciali maggiore fiducia nelle informazioni disponibili.
Questo è particolarmente rilevante nei settori in cui il valore dipende da qualità, origine, sostenibilità, artigianalità o tracciabilità: moda, arredamento, lusso, mobilità, produzione industriale e prodotti Made in Italy.
In questi settori, la fiducia sta diventando sempre più digitale. Deve essere accessibile, strutturata e dimostrabile.

Come Notarify supporta la preparazione al Digital Product Passport

NotariPassport è la soluzione white-label di Notarify per il Digital Product Passport, progettata per aiutare le aziende a collegare i prodotti fisici a informazioni digitali accessibili, gestibili e verificabili.
Attraverso l’accesso tramite QR e NFC, l’integrazione con i sistemi aziendali e la verifica dell’integrità basata su blockchain, NotariPassport supporta produttori e brand nella costruzione dell’infrastruttura digitale necessaria per la tracciabilità dei prodotti, l’affidabilità dei dati e la futura preparazione ai requisiti DPP.
Notarify non sostituisce la responsabilità dell’azienda di rispettare la normativa europea applicabile o i futuri requisiti specifici per settore. Fornisce l’infrastruttura di digital trust necessaria per organizzare le informazioni di prodotto, proteggerne l’integrità e prepararsi a un mercato in cui la trasparenza dovrà essere supportata da evidenze verificabili.
Il Passaporto Digitale di Prodotto non è semplicemente un futuro obbligo normativo. È parte di una trasformazione più ampia nel modo in cui i prodotti vengono documentati, verificati e riconosciuti come affidabili sui mercati internazionali.
Le aziende che iniziano oggi a preparare i propri dati di prodotto saranno meglio posizionate per adattarsi quando entreranno in applicazione gli obblighi specifici per settore — e saranno anche meglio attrezzate per trasformare la preparazione normativa in un vantaggio competitivo misurabile.
La vostra azienda è pronta a prepararsi al Digital Product Passport?
Prenotate un Digital Product Passport Readiness Assessment con Notarify per individuare i dati, i sistemi e i processi di verifica necessari al vostro prossimo progetto pilota di passaporto digitale.
2026-05-25 09:07